Prima di cambiare vita, prova a cambiare il modo in cui abiti questo momento

Viviamo in un tempo che ci invita continuamente a guardare oltre.

Aspettiamo il fine settimana.
Le vacanze.
La pensione.
La casa nuova.
Il momento in cui avremo finalmente più tempo.
Più serenità.
Più energie.

Come se la vita iniziasse sempre un po’ più avanti.

Eppure, nel mio lavoro di counsellor, incontro spesso persone che hanno raggiunto ciò che desideravano e continuano a sentirsi lontane da sé.

Non perché abbiano sbagliato strada.
Ma perché, nel correre verso la meta, hanno smesso di abitare il cammino.

Essere presenti non significa essere perfetti

Quando si parla di presenza, molte persone immaginano uno stato di calma assoluta.

Una mente sempre silenziosa.
Un equilibrio che non vacilla mai.

Non è questa la presenza.

Essere presenti significa accorgersi di ciò che c’è.

Anche quando è scomodo.
Anche quando siamo stanchi.
Anche quando ci sentiamo confusi.

La presenza non elimina la fatica.
Ci permette di non esserne completamente trascinati.

La soglia invisibile

Ogni giornata è fatta di soglie.

Il momento in cui ci svegliamo.
Quello in cui entriamo al lavoro.
Il rientro a casa.
L’inizio di una conversazione importante.

Quasi sempre attraversiamo queste soglie senza accorgercene.

Eppure sono luoghi preziosi.

Perché è proprio lì che possiamo scegliere come entrare nella situazione che ci aspetta.

Con fretta.
Con paura.
Con rigidità.

Oppure con un piccolo gesto di presenza.

A volte bastano tre respiri.
Altre volte una domanda.

“Come sto arrivando qui?”

È una domanda semplice.
Ma cambia il modo di stare nelle cose.

Non serve aggiungere altro

Spesso pensiamo che prenderci cura di noi significhi fare qualcosa in più.

Un altro corso.
Un’altra tecnica.
Un’altra lista di cose da fare.

La mia esperienza, invece, mi porta spesso nella direzione opposta.

La cura inizia quando smettiamo di aggiungere.

Quando lasciamo un po’ di spazio.

Uno spazio in cui il corpo può parlare.
Le emozioni possono farsi sentire.
Il respiro può ritrovare il suo ritmo.

Un piccolo esercizio

Ti propongo una pratica molto semplice.

Prima di iniziare una delle attività di oggi, fermati per un minuto.

Non cambiare nulla.
Non cercare di rilassarti.
Osserva soltanto.


Come respiri?
Dove senti tensione?
Che parola descrive questo momento?

Non cercare la parola più bella.
Cerca quella più vera.

Scrivila.
Portala con te.
E osserva cosa accade durante la giornata.

Una conclusione che rimane aperta

Forse il benessere non nasce quando tutto finalmente si sistema.

Forse nasce quando impariamo ad abitare con maggiore consapevolezza ciò che c’è, proprio adesso.

Perché ogni giornata ci offre una soglia.

E ogni soglia può diventare un’occasione per ritornare a noi stessi.

Con calma.
Con gentilezza.
Un respiro alla volta.

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